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Muralismo Messicano: Rivera, Siqueiros, Orozco e l’Avanguardia Americana

México – La Mostra Sospesa – Orozco, Rivera, Siqueiros è il titolo della mostra che si è da poco conclusa a Bologna, nella sede di Palazzo Fava. Al di là di alcune carenze nel percorso espositivo, è stata indubbiamente l’occasione di vedere alcuni dei lavori che tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso sanciscono la fama e il primato artistico dei muralisti messicani in America.

Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros e José Clemente Orozco sono i protagonisti di questa rassegna, in quanto esponenti di spicco dell’arte messicana, che diventa in poco tempo il modello di riferimento per le arti visive anche negli Stati Uniti. A una prima analisi stupisce poi apprendere che per molti versi quella dei muralisti viene considerata la prima avanguardia del continente americano: come può un’arte decisamente figurativa, stilisticamente non innovativa e improntata alla denuncia sociale essere considerata avanguardistica in relazione a quanto in Europa avevano mostrato Cubismo, Futurismo e Surrealismo?
Cerchiamo di fare un po’ di ordine.

José Clemente Orozco, Prometeo, 1944. Palazzo Fava – Genus Bononiae. Musei nella Città

Tanto per cominciare sia Rivera che Siqueiros e Orozco conoscono le opere dell’Avanguardia europea, sia per averne visti alcuni esempi nelle varie mostre che su suolo americano andavano proponendole come esempi da studiare, sia per averne fatto esperienza in prima persona in Europa attraverso dei viaggi, come nel caso di Siqueiros, o per soggiorni molto più prolungati, come fu per Diego Rivera.

Dei tre indubbiamente Rivera è colui che assorbe di più lo stile cubista, tanto che sono molte le sue opere che vi si ispirano in maniera esplicita, come attestato nella mostra bolognese, che del suo lavoro presenta sostanzialmente solo esempi di questo tipo.

La sala dedicata a Diego Rivera- Palazzo Fava – Genus Bononiae. Musei nella Città

Al di là di alcune opere di Diego Rivera, tuttavia, nell’arte del muralismo messicano quasi nulla resta dello stile cubista, che viene abbandonato in favore di una figurazione molto esplicita, accademica e spesso tradizionale: come potrebbe d’altronde tendere all’astratto una pittura che deve dare voce alla vocazione politica comunista dei suoi esponenti? Lo scopo del loro lavoro è infatti la denuncia sociale e solo una figurazione leggibile ed esplicita è in grado di inviare questo tipo di messaggi in maniera inequivocabile.

Ecco che allora acquisiscono senso le scelte dei soggetti, in cui personaggi della mitologia greca o della religione cristiana vengono inseriti in un contesto contemporaneo, diventando i nuovi paladini di una giustizia sociale a misura d’uomo: Prometeo che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, o Cristo che distrugge la propria croce sono i nuovi miti che incarnano l’auspicata imminente rivoluzione che avrebbe dovuto liberare il popolo dall’oppressione del capitalismo.

Orozco, Cristo distrugge la croce, 1943, Palazzo Fava – Genus Bononiae. Musei nella Città

Che sia poi molto spesso dal capitalismo che questi artisti derivino risorse e commissioni per realizzare le proprie opere è ciò che spiega come il muralismo messicano penetri negli Stati Uniti e faccia scuola presso le nuove generazioni di artisti, accompagnati dai loro stessi insegnanti a visitare i nuovi musei, i murali di Rivera, Orozco e Siqueiros (è questo il caso di Jackson Pollock, che per un certo periodo sarà anche allievo di Siqueiros, appunto).

Ma fin qui la domanda rimane: dove sta l’avanguardia in tutto questo? Dov’è la sperimentazione e il sovvertimento, al di là dei soggetti,  ideologicamente scelti?

Forse la risposta si rende evidente guardando l’opera di David Alfaro Siqueiros. Se è vero, infatti, che è Diego Rivera l’artista che più esplicitamente e più a lungo riflette sull’arte cubista, in una chiave però che ha il sapore della ripetizione che sembra mancare di originalità, è Siqueiros lo sperimentatore, colui che ricerca nuove soluzioni tecniche prima che stilistiche, che pure arrivano a misurarsi con l’astrazione nel senso più stretto del termine.

Siqeuiros, Forme Policrome (Astrazione), 1947, Palazzo Fava – Genus Bononiae. Musei nella Città

E’ di Siqueiros, ad esempio, l’introduzione della piroxillina, un tipo di pittura a smalto che permette di arrivare a una densità del pigmento tale che il colore diventa quasi materia.

Siqueiros, Intertropico, 1946, part. con piroxilina,  Palazzo Fava – Genus Bononiae. Musei nella Città

E insieme alla piroxilina, che in quanto sperimentazione riecheggia un po’ le dinamiche dell’avanguardia europea, anche la ricerca dell'”incidente controllato” che Siqueiros propone ai propri allievi sembra ricordare un approccio surrealista, vicino in particolare a Joan Mirò.

Piccoli cenni di ricerca, di sperimentazione e di innovazione che permettono di intravvedere nel lavoro dei muralisti messicani dei principi avanguardistici nel senso europeo del termine, e che ispirano la prima generazione di artisti americani autoctoni. Alla ricerca dell'”incidente controllato” Siqueiros tra le altre cose suggeriva ai giovani artisti che lo seguivano di provare a pulire i pennelli facendoli sgocciolare sulla tela, e non è un caso che tra questi giovani ci fosse anche un ancora sconosciuto Jackson Pollock. D’altronde sarà proprio Pollock a ripetere più volte una delle massime di David Alfaro Siqueiros: “New needs need new techniques”.

Tullia – Il Club dell’Ornitorinco