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Enrico Barbetti

Papillon e tabarro lo fanno sembrare di un’altra epoca ma è con l’arte contemporanea che si diverte davvero. La studia facendo foto e disegni, perché alle parole spesso preferisce le immagini; disegnando per capire e far capire.
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Ceci n’est pas une fenêtre, Breve storia di una metafora

 

Volume, scorcio, profondità, movimento. Questi, come molti altri, sono i termini con cui si è soliti descrivere o parlare di dipinti; entrati da molto tempo nei vocabolari artistici. Si parla di spazio e di tempo pittorico con disinvoltura, dandoli per scontati, come se fossero letterali. Con questo corso si vorrà ripercorrere quel passaggio svolto da tutti gli artisti del novecento, ovvero rendersi conto che tutto ciò è metaforico. Un quadro non è una finestra che si apre su un paesaggio, ma prima di tutto una tela piatta con del colore sopra.

Questo corso vorrà fare un ripasso di storia dell’arte prendendo come punto di vista quello della metafora dello spazio/tempo al fine di capire e dare linee guida per l’arte del novecento. Ragionando su ciò che diamo per scontato, ovvero che quello che definiamo il volume, la profondità e il movimento nel quadro ripensandoli radicalmente. Partendo dai disegni egizi e medioevali si passerà alla grande svolta della prospettiva rinascimentale; ma per vedere come questa, quattrocento anni dopo la sua nascita, diventi una “metafora morta” ovvero non riconosciuta come tale (un po’ come le espressioni il collo della bottiglia o i piedi del tavolo). Rendendosi conto di questo si vedrà come reagiranno le varie personalità di otto e novecento; dagli impressionisti a Braque,  Kandinsky, fino a Calder e a Fontana.

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